mercoledì 5 agosto 2015

Brunello Corte dei venti 2010 tra i migliori dell'annata anche per Antonio di Spirito

Lo ha postato nell'autorevole Lavinium – rivista indipendente di vino e cultura – al termine di un tour di assaggi di circa 160 vini tra Brunello, Cru e Selezione tutti del 2010, trascurando i Brunello Riserva (che provengono dall'annata 2009) ed i Rosso di Montalcino 2013, descrivendolo con queste parole:
«molto ricco al naso con note floreali, fruttate, nocciolate ed affumicate; in bocca è fruttato, sa di melograno, è fresco, tannico, equilibrato e lungo».
Di seguito trascriviamo l'articolo integrale:

Benvenuto Brunello 2015: l’annata 2010 del Brunello di Montalcino
(di Antonio Di Spirito)

Anche quest'anno sono andato a Montalcino per l'evento "Benvenuto Brunello", e vi racconto questa mia esperienza. Avevo già avuto modo, sin dal giugno 2013, di assaggiare alcuni vini dell'annata 2010 ancora in botte e di "sentire" la bontà e la ricchezza che si andava formando in quei vini. Già qualche settimana prima dell'evento si sbandierava che nei giorni dell'anteprima Montalcino sarebbe stata invasa da "addetti ai lavori" ed appassionati, oltre ogni limite di capienza, vista l'eccezionalità dell'annata.
Ed i grandi "guru" americani, con eccezionale tempismo, ci avevano fatto trapelare le loro vertiginose valutazioni, avendo avuto la "fortuna" di assaggiare in anteprima dell'anteprima: ma guarda un po'!
E qui qualcosa va detto. Non metto mai in discussione le valutazioni che grandi degustatori o neofiti fanno di un vino; si tratta, pur sempre, di una valutazione che, per quanto obiettiva possa essere, resta comunque un parere soggettivo. Ma i CENTO PUNTI elargiti quest'anno a piene mani mi lasciano un po' perplesso. Non certo per i vini fortunati, sui quali, più o meno, concordo anch'io che siano fra i migliori in assoluto. Bensì per il punteggio assegnato.
Un punteggio si assegna in considerazione della qualità, della bontà e della piacevolezza raggiunta da un vino in una annata ed in un contesto abbastanza ampio. Se l'annata di produzione è stata eccezionale, sicuramente predispone il degustatore ad alzare di qualche punto il voto finale.
L'affidabilità di un produttore è un elemento favorevole, a differenza di un produttore che spesso immette sul mercato vini poco eleganti o, addirittura, difettosi. Insomma, le condizioni climatiche dell'annata, un grande vitigno, in un territorio tradizionalmente vocato ed ottime e collaudate pratiche in cantina portano inevitabilmente ad un punteggio alto.
Cento punti dovrebbe rappresentare un miraggio; il punteggio massimo e teorico, a cui ogni produttore deve tendere asintoticamente per un proprio vino, e che difficilmente potrà mai raggiungere. E' come se io volessi portare la mia autovettura alla massima velocità segnata sul tachimetro: quella è una velocità irraggiungibile per quel motore e rappresenta solo il fondo scala dello strumento.
Il vitigno ed il territorio rimangono gli stessi; ed ammettiamo anche che le pratiche di cantina di quei produttori saranno, negli anni, sempre di altissimo livello. L'andamento climatico, però, è un parametro variabile e indipendente dalla volontà del produttore; non si conoscono due annate uguali: forse, simili.
Credo che l'assegnazione di chiocciole, stelle, grappoli, bicchieri o quant'altro è più che sufficiente per dare indicazioni della classe di qualità di un vino; pochi centesimi di punteggio non aggiungono granché al valore del vino, non raccontano le piccole sfumature di differenza; dicono solo a quale vino sia andata la preferenza del degustatore nel momento che lo ha degustato.
Resta comunque un giudizio soggettivo!
Un effetto immediato, comunque, si è determinato: quei punteggi così alti hanno fatto si che l'annata 2010 è stata venduta oltre ogni previsione, anche a scapito della 2009!
Secondo il mio modesto parere, quei produttori che, avendo le vigne in un territorio eccezionale e che negli ultimi anni hanno dato dimostrazione di grande bravura, conquistando posizioni di vertice, hanno potuto beneficiare, con la 2010, di un'annata eccezionale e, così, i loro vini hanno meritato qualche punto in più. Chi, invece, commette sempre qualche "errorino" in cantina, difficilmente l'annata eccezionale glieli copre; anche quest'anno, infatti, abbiamo incontrato qualche vino difettoso.
Da più parti si parla di varie versioni di Brunello a seconda della zona dei vigneti; si parla da anni di zonazione dei territori iscritti alla DOCG; difficile pronosticarne l'adozione. In alcuni vini il corredo fruttato è caratterizzato dalla ciliegia, in altri prevalgono i piccoli frutti rossi; la componente floreale di viola è quasi sempre presente, mentre si alternano le note affumicate e le note nocciolate.
Pura coincidenza o sono elementi legati al territorio?
La cosa certa è che quasi tutti i vini presentati quest'anno hanno alcune caratteristiche comuni: la succosità del frutto, il tannino dolce e levigato, la finezza e l'eleganza; elementi, questi, che fanno crescere il consenso e, quindi, la valutazione.

Degustazione al Chiostro

Ho degustato tutti i vini alla cieca, chiedendo solo il numero di contrassegno e l'abbinamento dei nomi l'ho fatto qualche giorno dopo a casa. Forte di questo "alibi", mi sono ritrovato una lista allargata, per quanto riguarda i migliori.
Valutare molto bene i soliti nomi conosciuti è facile; è un po' meno facile "giustificare" nelle prime posizioni la presenza di nomi poco familiari al grande pubblico di appassionati. Ma quest'annata eccezionale aiuta; e se un vino è risultato molto buono, è giusto segnalarlo.
Vi do conto dei miei migliori assaggi dei circa 160 vini tra Brunello, Cru e Selezione tutti del 2010, trascurando i Brunello Riserva, che provengono dall'annata 2009, annata non certo brillante, ed i Rosso di Montalcino 2013.

Per l'elenco completo dei migliori assaggi vi rimando a questo link:
http://www.lavinium.com/italiano/chi.shtml

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