lunedì 24 febbraio 2014

Corte dei venti vendemmia 2009, un Brunello tra i più superbi di questa annata per Paolo Massobrio

Vino Nobile 2011 e Brunello di Montalcino 2009: che dire? 
(24/02/2014 - ilGolosario.it)
Sono tornato anch'io dalle consuete anteprime di Vino Nobile di Montepulciano e di Brunello di Montalcino. Sono tornato soddisfatto, lo dico subito, a scanso di equivoci dopo un passato di critiche che, oggi, comprendo ancor più quanto fossero giuste. Chi si loda si imbroda? Non è per lodarsi, ma solo per dire che ormai si è definitivamente usciti dall'improvvisazione barricadiera del vino, dove la parola “barricadiera” non sta ad indicare una battaglia di retroguardia, ma l'uso acritico della barrique, che tanti disastri ha fatto quando c'era qualcuno che spingeva perché innanzitutto se ne vendessero tante. Oggi quei vini legnosi, che sapevano tutti di cipria e di vaniglia non ci sono quasi più. E vince il
territorio (laddove non c'è il sospetto di qualche merlot ammorbidente).

In ogni caso l'annata 2011 del Vino Nobile è stata soddisfacente. E francamente ho rivalutato, rispetto all'anno prima, anche l'annata 2010. Ma tornando al Nobile 2011 annovero al primo posto il campione della Ciarliana; al secondo Lunadoro accanto a Triacca e Palazzo Vecchio. Conferme che m'hanno fatto piacere sono poi state la Braccesca, il Conventino, Salcheto, Talosa, Villa Sant' Anna, Croce di Febo, Dei e Romeo. Interessanti i campioni di Montemercurio e Vecchia Cantina.

E veniamo al Brunello di Montalcino 2009. Che dire? Non ci sono state le punte da strapparsi la pelle, ma il numero di Brunello coi voti alti di piena soddisfazione è forse stato maggiore che in altre edizioni. Non che si vada verso un appiattimento (quello era un fenomeno del passato, quando il vino non era neppure riconoscibile), ma invece si va verso la tipicità che fa sintesi fra territorio e annata. E qui l'elenco è piuttosto lungo. Ma siccome so che i miei lettori vogliono sapere qual è il mio numero 1, io dico che il 2009 è di Lambardi (nella foto, il titolare), che già lo fu anni fa. Ma Lambardi è in buonissima compagnia, con la scoperta mia (anche grazie a uno straordinario collaboratore che mi ha aiutato nelle degustazioni) di Lazzeretti e di Corte dei Venti (altrettanto superbi). Al medesimo livello ci sono altre due nostre storiche scoperte: Fattoi e Tiezzi. E ancora: Poggio Antico, Pieri e Salvioni. Sempre ai top, ma con un mezzo punto sotto, troviamo i Brunello di Montalcino di San Lorenzo, Talenti, Uccelliera, Capanna, Citille di Sopra, Cupano e finanche Pian delle Vigne.
Insomma un bel carnet di assaggi, con tante conferme eccellenti e alcune novità. Queste ovviamente sono solo le punte dei nostri assaggi, ma l'elenco sarebbe più ampio se andiamo a vedere ancora sotto di un mezzo punto, che poi significa stare sempre sui livelli degli 83/85 centesimi per capirci.
W il Brunello! ... e anche il Nobile, of course.

(di Paolo Massobrio)

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